sabato 13 giugno 2026

Coding unplugged, Scacchi e inclusione

Quando incontri una classe speciale (una quarta primaria) riesci a unire parti della tua vita, il passato si ricongiunge così con il presente.

Ho introdotto il gioco degli scacchi a scuola durante la ricreazione grazie ad un bambino speciale, che mi ha dimostrato la sua voglia di imparare mentre giocava con una scacchiera incompleta...Bambine e bambini hanno incominciato a portare la propria scacchiera da casa, per imparare e fare imparare agli altri.

L'inclusione è portata proprio dalle loro caratteristiche peculiari.


(dal post del mio profilo professionale su Facebook del 10 marzo 2026)


Nella mia attività di Educatrice andare incontro ai bisogni dei bambini (anche quelli non detti) è la chiave per aprire nuovi “mondi”, nuove possibilità di relazione e inclusione, in cui ognuno interagisce con le proprie peculiarità.

Come da recente ricerca del progetto Erasmus+ ICARUS “gli scacchi possono avere un ruolo educativo fondamentale: insegnano a comprendere il valore di ogni pezzo, a rispettare le regole, a non affrettare le mosse, a rispettare le capacità dell’avversario”.

Gli scacchi permettono di attivare il sistema cognitivo come memoria e attenzione, la gestione delle emozioni tra entusiasmo e frustrazione, sviluppano competenze sociali e inclusive rispettando la turnazione, questo anche in presenza di difficoltà cognitiva leggera o moderata. Nel caso della vita scolastica il gioco degli scacchi entra anche nell’ambito famigliare per una relazione intergenerazionale, come se fosse un passaggio di consegna di tradizioni.

Cosa hanno in comune il Coding unplugged e gli Scacchi a scuola?
Sicuramente ciò che salta agli occhi è la griglia quadrata o scacchiera in cui si pianificano e si gestiscono le azioni con percorsi logici e sequenziali. Non mancano il pensiero critico di analisi della situazione e lo sviluppo del problem solving, che attuano scelte di anticipazione delle mosse e delle sue conseguenze. Ci sono regole stabilite e vincoli fisici su cui operare in modo cooperativo e inclusivo per prove ed errori.

 Una scacchiera creata da due bambini della quarta primaria
(clicca per ingrandire)




Approfondimenti sul Blog
Dall'albo illustrato al linguaggio del coding


Fonti:

Erasmus+, Gli scacchi dietro le sbarre: una sfida che va oltre il gioco, https://www.erasmusplus.it/storie/educazione-degli-adulti/gli-scacchi-dietro-le-sbarre-una-sfida-che-va-oltre-il-gioco/


lunedì 1 giugno 2026

Ricerca in Rete: gli oggetti quotidiani (e non)

Durante l’anno il tema principale che ha accompagnato la classe quarta primaria nel percorso di Tecnologia sono stati gli oggetti.

Gli oggetti, più o meno quotidiani, entrano nelle nostre vite e hanno un forte impatto nell’ambiente e nella vita in ogni singolo giorno, dal momento della loro invenzione, durante la sua evoluzione nel corso del tempo, fino ad arrivare al suo possibile smaltimento.

Obiettivo del laboratorio fare ricerca in Rete su siti internet, per scrivere una breve relazione circa un oggetto scelto dai bambini, testo che doveva essere consegnato (in cartaceo scritto a mano o con il computer) durante l’anno e che doveva concludersi con la presentazione ai compagni di classe. Alcune lezioni mirate sulla ricerca in rete e schede progettuali hanno caratterizzato una fase preparatoria al loro lavoro, con lo scopo di dare attenzione, all’inventore (eventuale), alla funzione dell'oggetto, ai materiali usati per la creazione e alla sua possibilità di riciclo, nonché considerazioni di come questo oggetto abbia cambiato la vita quotidiana dell’uomo e soprattutto uno sguardo importante alle fonti sitografiche, che dovevano risultare attendibili e da cui avrebbero prelevato le informazioni, con l’obbligatorietà del non uso dell’Intelligenza Artificiale.

Questi sono stati gli oggetti scelti per la ricerca in Rete (in ordine alfabetico):

  • astuccio
  • automobile
  • bacchette della batteria
  • ballerine per la danza classica
  • body da danza
  • borraccia
  • canestro
  • evidenziatore
  • maglietta
  • moneta
  • occhiali
  • orologio
  • pallone
  • pallottoliere
  • pannello solare
  • paracadute
  • parallele
  • penna
  • scarponi da sci
  • sci
  • tuta

Parte di una ricerca: Gli scarponi da sci
(Clicca per ingrandire)


In una scoperta reciproca, la riflessione finale è stata portata verso la considerazione che ogni invenzione di un oggetto ha un’evoluzione storica, geografica, artistica e comunicativa importante, formando inevitabilmente la realtà che ci circonda e talvolta deforma anche il nostro corpo, come nel caso delle scarpe da ballerina di danza classica.


Approfondimenti sul Blog:

martedì 14 aprile 2026

Il Blog come risorsa riflessiva

Nel post "Una breve introduzione...perché nasce questo blog" ho parlato di come Il piccolo Bit  sia nato da "una forte esigenza di continuare una ricerca originata da una Tesi di laurea sperimentale iniziata nel 2001 come designer di software didattici per l’infanzia”.

Di seguito alcune domande di riflessione  a cui ho voluto dare una risposta:


Quale impatto per me ha avuto il blog?

Dal 10 luglio 2013 ho raccontato osservazioni ed esperienze cercando di intrecciare teorie pedagogiche e didattiche comprovate con cui venivo in contatto durante tutto il mio percorso di formazione formale, non formale ed informale, di cui si andava via via arricchendo. 
Nel contesto formativo del blog, la Laurea Magistrale Pedagogica LM-57 sull’apprendimento degli adulti ha chiuso un cerchio di ben 25 anni di riflessioni personali.


La scrittura del blog è cambiata nel corso del tempo?

In questo importante processo di trasformazione da Educatrice Multimediale a scrittrice di un blog didattico, la parte emotiva ha cominciato a venire fuori attraverso una pressione interiore, un desiderio di migliorare la mia scrittura in termini di stile narrativo.

«Tutte le volte che mi trovo a descrivere un’esperienza per il blog, la mia parte emotiva si fa sentire. È un ripercorrere il laboratorio, in una riflessione scritta sempre a distanza di tempo dall’evento; non è mai un atto immediato, - a caldo -. Questo mi permette di entrare in contatto con i miei ricordi ed emozioni percepite di quel particolare evento, che devo mettere poi su carta in modo chiaro e semplice, senza andare sul banale solo per avere un mi piace.

Per mia decisione l’azione di scrivere un post per il blog - non può essere molto rapida - A tale proposito il filosofo americano Donald Schön, nel suo libro Il professionista riflessivo, sostiene che - la riflessione di un professionista nel corso dell’azione è limitata dal presente dell’azione, l’ambito temporale nel quale l’azione può ancora rendere differente una situazione. Il presente dell’azione può estendersi per minuti, ore, giorni, o anche settimane o mesi in relazione alla velocità dell’attività e ai limiti della situazione che caratterizzano l’esercizio della pratica - e ancora, - velocità e durata della riflessione nel corso dell’azione variano in base alla velocità e alla durata delle situazioni che si incontrano nella pratica - Ciò significa che nella mia pratica di blogger posso decidere il variare della durata dell’esperienza e della frequenza della riflessione su quanto sperimentato, ne deriva, dunque, il numero di articoli da pubblicare durante l’arco della settimana, del mese o dell’anno, consapevole che si può ripercuotere in termini di mantenimento dell’interesse da parte dell’utenza che che ha deciso di seguire il blog.»


E-tivity
Autobiografia di un apprendimento: riflessioni su un’esperienza personale
(per l'esame di Modelli educativi della formazione continua, IUL maggio 2025)



Che cosa è oggi il blog Il piccolo Bit?

Il blog Il piccolo Bit rappresenta il mio portfolio personale e professionale, un Teacher Educator Corner (TEC).



Fonti:
  • Corso di Laurea Magistrale (Classe LM-57) - Innovazione educativa e apprendimento permanente nella formazione degli adulti in contesti nazionali e internazionali [ IUL. Università Telematica degli Studi ]
  • E-tivity - Autobiografia di un apprendimento: riflessioni su un’esperienza personale (per l'esame di Modelli educativi della Formazione continua, Docente - Prof.ssa Monica Dati, IUL maggio 2025)
  • Knowles M. S., Holton E. F. III, & Swason Richard A., Quando l’adulto impara. Andragogia e sviluppo della persona, FrancoAngeli, Milano 2016.
  • Mezirow J., La teoria dell’apprendimento trasformativo. Imparare a pensare come un adulto, Raffaello Cortina Editore, Milano 2016.
  • Schön Donald A., Il professionista riflessivo. Per una nuova epistemologia della pratica professionale, edizioni Dedalo, Bari 2024.



sabato 28 febbraio 2026

Human Intelligence vs Artificial Intelligence

Post aggiornato al 13 aprile 2026

Proseguono le lezioni-laboratorio di Tecnologia alla quarta Primaria, questa volta la riflessione è stata dedicata a tecnologia e ambiente.

La tecnologia è amica dell’ambiente?

Con questo spunto dato dal libro di testo, attraverso un brainstorming, la classe è stata portata a pensare a tutte quelle forme di tecnologia che ci aiutano “a controllare gli effetti delle attività umane e a utilizzare le risorse della natura in modo più rispettoso”. Successivamente abbiamo chiesto all’Intelligenza Artificiale 3 idee efficaci tecnologiche che potessero essere aggiunte o migliorate a quelle oggi in uso.

Di seguito le idee che sono venute fuori durante la discussione:

Human Intelligence
  • Auto elettriche
  • Pale Eoliche
  • Tappo di plastica attaccato alla bottiglia
  • Sacchetti compostabili (sono fatti di amido di mais)
  • Bicicletta
  • Caricabatterie

Artificial Intelligence
Uso di Gemini, testo inserito nel prompt:
    Siamo una classe quarta primaria, indicami 3 idee intelligenti tecnologiche che siano amiche dell’ambiente, che noi possiamo utilizzare tutti i giorni e inoltre siano più semplici possibili.

  • Borraccia intelligente con il QR Code
  • Caccia ai fantasmi di energia con il voltmetro
  • App per la merenda a chilometro zero

Dopo una discussione di confronto sulle risposte dateci dall’AI (nei suoi pro e contro), la seconda parte del laboratorio è stata incentrata sulle considerazioni personali dei bambini, ponendo loro la seguente domanda: Sono state più intelligenti le nostre risposte, quelle consigliate dall’Intelligenza Artificiale oppure non ci sono state differenze?

Riporto quel pensiero altro che ci permette di riflettere sul nostro potenziale umano quale essere intelligente.

    Secondo me siamo stati più bravi noi, perché possiamo esporre più idee, perché siamo in tanti.

    Per me sono più intelligenti gli umani, perché siamo stati noi a creare l’Intelligenza Artificiale.

    Secondo me siamo più intelligenti noi, perché possiamo dire le emozioni e invece l’Intelligenza Artificiale no.
Approfondimenti dal Web:



Fonti:
  • Campisi R. M., La voce della Terra 4 e 5. Tecnologia (Educazione Civica, Progetto STEAM), Gaia edizioni, 2025.