martedì 14 aprile 2026

Il Blog come risorsa riflessiva

Nel post Una breve introduzione...perché nasce questo blog ho parlato di come Il piccolo Bit  sia nato “da una forte esigenza di continuare una ricerca originata da una Tesi di laurea sperimentale iniziata nel 2001 come designer di software didattici per l’infanzia”.

Di seguito alcune domande di riflessione  a cui ho voluto dare una risposta:


Quale impatto per me ha avuto il blog?

Dal 10 luglio 2013 ho raccontato osservazioni ed esperienze cercando di intrecciare teorie pedagogiche e didattiche comprovate con cui venivo in contatto durante tutto il mio percorso di formazione formale, non formale ed informale, di cui si andava via via arricchendo. La Laurea Magistrale pedagogica LM-57 sull’apprendimento degli adulti nel contesto formativo del blog, ha chiuso un cerchio di ben 25 anni di riflessioni personali.


La scrittura del blog è cambiata nel corso del tempo?

In questo importante processo di trasformazione da Educatrice Multimediale a scrittrice di un blog didattico, la parte emotiva ha cominciato a venire fuori attraverso una pressione interiore, un desiderio di migliorare la mia scrittura in termini di stile narrativo.

«Tutte le volte che mi trovo a descrivere un’esperienza per il blog, la mia parte emotiva si fa sentire. È un ripercorrere il laboratorio, in una riflessione scritta sempre a distanza di tempo dall’evento; non è mai un atto immediato, - a caldo -. Questo mi permette di entrare in contatto con i miei ricordi ed emozioni percepite di quel particolare evento, che devo mettere poi su carta in modo chiaro e semplice, senza andare sul banale solo per avere un mi piace.

Per mia decisione l’azione di scrivere un post per il blog - non può essere molto rapida - A tale proposito il filosofo americano Donald Schön, nel suo libro Il professionista riflessivo, sostiene che - la riflessione di un professionista nel corso dell’azione è limitata dal presente dell’azione, l’ambito temporale nel quale l’azione può ancora rendere differente una situazione. Il presente dell’azione può estendersi per minuti, ore, giorni, o anche settimane o mesi in relazione alla velocità dell’attività e ai limiti della situazione che caratterizzano l’esercizio della pratica - e ancora, - velocità e durata della riflessione nel corso dell’azione variano in base alla velocità e alla durata delle situazioni che si incontrano nella pratica - Ciò significa che nella mia pratica di blogger posso decidere il variare della durata dell’esperienza e della frequenza della riflessione su quanto sperimentato, ne deriva, dunque, il numero di articoli da pubblicare durante l’arco della settimana, del mese o dell’anno, consapevole che si può ripercuotere in termini di mantenimento dell’interesse da parte dell’utenza che che ha deciso di seguire il blog.»


E-tivity
Autobiografia di un apprendimento: riflessioni su un’esperienza personale
(per l'esame di Modelli educativi della formazione continua, IUL maggio 2025)



Che cosa è oggi il blog Il piccolo Bit?

Il blog Il piccolo Bit rappresenta il mio portfolio personale e professionale, un Teacher Educator Corner (TEC).



Fonti:
  • Corso di Laurea Magistrale (Classe LM-57) - Innovazione educativa e apprendimento permanente nella formazione degli adulti in contesti nazionali e internazionali [ IUL. Università Telematica degli Studi ]
  • E-tivity - Autobiografia di un apprendimento: riflessioni su un’esperienza personale (per l'esame di Modelli educativi della Formazione continua, Docente - Prof.ssa Monica Dati, IUL maggio 2025)
  • Knowles M. S., Holton E. F. III, & Swason Richard A., Quando l’adulto impara. Andragogia e sviluppo della persona, FrancoAngeli, Milano 2016.
  • Mezirow J., La teoria dell’apprendimento trasformativo. Imparare a pensare come un adulto, Raffaello Cortina Editore, Milano 2016.
  • Schön Donald A., Il professionista riflessivo. Per una nuova epistemologia della pratica professionale, edizioni Dedalo, Bari 2024.


sabato 28 febbraio 2026

Human Intelligence Vs Artificial Intelligence

Post aggiornato al 13 aprile 2026

Proseguono le lezioni-laboratorio di Tecnologia alla quarta Primaria, questa volta la riflessione è stata dedicata a tecnologia e ambiente.

La tecnologia è amica dell’ambiente?

Con questo spunto dato dal libro di testo, attraverso un brainstorming, la classe è stata portata a pensare a tutte quelle forme di tecnologia che ci aiutano “a controllare gli effetti delle attività umane e a utilizzare le risorse della natura in modo più rispettoso”. Successivamente abbiamo chiesto all’Intelligenza Artificiale 3 idee efficaci tecnologiche che potessero essere aggiunte o migliorate a quelle oggi in uso.

Di seguito le idee che sono venute fuori durante la discussione:

Human Intelligence
  • Auto elettriche
  • Pale Eoliche
  • Tappo di plastica attaccato alla bottiglia
  • Sacchetti compostabili (sono fatti di amido di mais)
  • Bicicletta
  • Caricabatterie

Artificial Intelligence
Uso di Gemini, testo inserito nel prompt:
    Siamo una classe quarta primaria, indicami 3 idee intelligenti tecnologiche che siano amiche dell’ambiente, che noi possiamo utilizzare tutti i giorni e inoltre siano più semplici possibili.

  • Borraccia intelligente con il QR Code
  • Caccia ai fantasmi di energia con il voltmetro
  • App per la merenda a chilometro zero

Dopo una discussione di confronto sulle risposte dateci dall’AI (nei suoi pro e contro), la seconda parte del laboratorio è stata incentrata sulle considerazioni personali dei bambini, ponendo loro la seguente domanda: Sono state più intelligenti le nostre risposte, quelle consigliate dall’Intelligenza Artificiale oppure non ci sono state differenze?

Riporto quel pensiero altro che ci permette di riflettere sul nostro potenziale umano quale essere intelligente.

    Secondo me siamo stati più bravi noi, perché possiamo esporre più idee, perché siamo in tanti.

    Per me sono più intelligenti gli umani, perché siamo stati noi a creare l’Intelligenza Artificiale.

    Secondo me siamo più intelligenti noi, perché possiamo dire le emozioni e invece l’Intelligenza Artificiale no.
Approfondimenti dal Web:



Fonti:
  • Campisi R. M., La voce della Terra 4 e 5. Tecnologia (Educazione Civica, Progetto STEAM), Gaia edizioni, 2025.




domenica 2 novembre 2025

Tecnologia, Educazione Civica, Geografia: l’impronta ecologica

Quest’anno scolastico 2025/26 mi è stata affidata in particolare una classe quarta Primaria. In qualità di Educatrice di Plesso ho voluto proporre un percorso di inclusione attraverso lezioni-laboratorio di Tecnologia, proposta che è stata accolta in modo positivo dall’insegnate di ruolo.

Nella nostra prima lezione interdisciplinare ho voluto approfondire l’Obiettivo 12 (Consumo e produzione responsabili) dell’Agenda 2030, per capire qual è il nostro stile di vita, quali sono le nostre azioni quotidiane che lasciano il segno sulla Terra in termini di consumi di risorse naturali, cioè la nostra “impronta”.

Come rendere credibile, efficace e coinvolgente un tema in cui sono implicate valori così “poco concreti” per una fascia di età che sta scoprendo il mondo? La nostra impronta doveva rappresentare il “gruppo classe”, tutti dovevano essere coinvolti, anche i docenti, per riflettere sul nostro impatto nel pianeta.

Il sito Footprint Calculator non è proprio per la fascia di età della primaria, ma nella sua semplicità grafica rende l’attività “autentica”, in un “gioco serio”, in cui il nostro consumo sarebbe stato poi calcolato e rappresentato dal numero di pianeta Terra occorrenti, per rispondere al sondaggio "Di quanti pianeti avremmo bisogno se avessimo tutti il tuo stile di vita?”



Footprint Calculator
Qual è la tua Impronta Ecologica?
(clicca per ingrandire)


Ecco alcune accortezze che ho adottato per rendere il laboratorio fruibile a tutti:
  • Nelle domande difficili da comprendere per i bambini, tutti i docenti presenti sono stati coinvolti all’interno dell’impronta ecologica del “gruppo classe”.
  • Alcune domande sono state rivolte alla classe in modo semplificato per una maggiore comprensione.
  • Non ho utilizzato “aggiungi dettagli”, perché rischiavamo di “perdersi”.
  • Ad ogni domanda un bambino andava alla LIM a spostare il cursore, ma la domanda era rivolta al gruppo classe per fare approssimativamente “una media” dei consumi.
  • Nell’idea di progettazione iniziale ho considerato che le 13 domande e le varie altre sotto-domande potevano coprire una classe di 17 bambini.

Per approfondire le emozioni insieme alla classe la sessione Come ti senti?


Footprint Calculator
Qual è la tua Impronta Ecologica?
(clicca per ingrandire)


In una classe dinamica, con spirito critico, che ha voglia di interagire ed essere attiva, il dibattito è assicurato!


Approfondimenti dal Blog:
Focus:  Agenda 2030

Approfondimenti dal Web:
Footprint Calcolator



sabato 7 giugno 2025

Una lettera per passione: un'attività di orientamento

Caro Babbo Natale...

A Babbo Natale arrivano tante letterine, richieste di desideri e sogni che portano dentro i bambini.

Quali passioni hanno invece gli studenti nella prima adolescenza?

Quest’anno una seconda di primo grado è stata al centro dei miei pensieri. Una classe “bloccata”, un qualcosa di “non detto”, di "non espresso”.

In preparazione alla scelta prossima della scuola superiore, vedevo la classe spersa tra “mah" e i "non so”, in questo spaesamento ho voluto svolgere un’attività che potesse attivare un pensiero di riflessione a lungo termine.

Diventata una “lista dei desideri”, l’attività di scrivere una lettera sulle proprie passioni è stata svolta con la docente di sostegno nelle ore di supplenza. Oltre alla letterina scritta dagli studenti, ci sono stati momenti di riflessione su ciò che ci “muove”, ci "spinge” verso i nostri interessi e come questi comportino in termini di interdisciplinarietà e senso di cura verso sé stessi e gli altri.

Introdotta l’attività verso febbraio, ha previsto successivamente una letterina-feedback da parte mia in qualità di Educatrice (ma accompagnata della docente di sostegno), con il proponimento di dare una risposta che al meglio stimolasse gli studenti a voler approfondire ciò che avevano scritto, senza dare giudizio alcuno sui loro interessi, ma al contrario proponesse iniziative di ricerca e dubbi per testare se, effettivamente, quella passione è da portare con sé nel tempo e diventare, magari, un lavoro.

Come fase conclusiva, in modo facoltativo, avrebbero dovuto presentare 
a fine anno alla classe la propria passione attraverso una presentazione in slide, ricercata e prodotta utilizzando il loro Chromebook, dato in prestito dalla scuola.


La slide di presentazione di Naomi

Clicca per ingrandire




Approfondimento dal Blog:
Le mie presentazioni in slide