domenica 2 novembre 2025

Tecnologia, Educazione Civica, Geografia: l’impronta ecologica

Quest’anno scolastico 2025/26 mi è stata affidata in particolare una classe quarta Primaria. In qualità di Educatrice di Plesso ho voluto proporre un percorso di inclusione attraverso lezioni-laboratorio di Tecnologia, proposta che è stata accolta in modo positivo dall’insegnate di ruolo.

Nella nostra prima lezione interdisciplinare ho voluto approfondire l’Obiettivo 12 (Consumo e produzione responsabili) dell’Agenda 2030, per capire qual è il nostro stile di vita, quali sono le nostre azioni quotidiane che lasciano il segno sulla Terra in termini di consumi di risorse naturali, cioè la nostra “impronta”.

Come rendere credibile, efficace e coinvolgente un tema in cui sono implicate valori così “poco concreti” per una fascia di età che sta scoprendo il mondo? La nostra impronta doveva rappresentare il “gruppo classe”, tutti dovevano essere coinvolti, anche i docenti, per riflettere sul nostro impatto nel pianeta.

Il sito Footprint Calculator non è proprio per la fascia di età della primaria, ma nella sua semplicità grafica rende l’attività “autentica”, in un “gioco serio”, in cui il nostro consumo sarebbe stato poi calcolato e rappresentato dal numero di pianeta Terra occorrenti, per rispondere al sondaggio "Di quanti pianeti avremmo bisogno se avessimo tutti il tuo stile di vita?”



Footprint Calculator
Qual è la tua Impronta Ecologica?
(clicca per ingrandire)


Ecco alcune accortezze che ho adottato per rendere il laboratorio fruibile a tutti:
  • Nelle domande difficili da comprendere per i bambini, tutti i docenti presenti sono stati coinvolti all’interno dell’impronta ecologica del “gruppo classe”.
  • Alcune domande sono state rivolte alla classe in modo semplificato per una maggiore comprensione.
  • Non ho utilizzato “aggiungi dettagli”, perché rischiavamo di “perdersi”.
  • Ad ogni domanda un bambino andava alla LIM a spostare il cursore, ma la domanda era rivolta al gruppo classe per fare approssimativamente “una media” dei consumi.
  • Nell’idea di progettazione iniziale ho considerato che le 13 domande e le varie altre sotto-domande potevano coprire una classe di 17 bambini.

Per approfondire le emozioni insieme alla classe la sessione Come ti senti?


Footprint Calculator
Qual è la tua Impronta Ecologica?
(clicca per ingrandire)


In una classe dinamica, con spirito critico, che ha voglia di interagire ed essere attiva, il dibattito è assicurato!


Approfondimenti dal Blog:
Focus:  Agenda 2030

Approfondimenti dal Web:
Footprint Calcolator



sabato 7 giugno 2025

Una lettera per passione: un'attività di orientamento

Caro Babbo Natale...

A Babbo Natale arrivano tante letterine, richieste di desideri e sogni che portano dentro i bambini.

Quali passioni hanno invece gli studenti nella prima adolescenza?

Quest’anno una seconda di primo grado è stata al centro dei miei pensieri. Una classe “bloccata”, un qualcosa di “non detto”, di "non espresso”.

In preparazione alla scelta prossima della scuola superiore, vedevo la classe spersa tra “mah" e i "non so”, in questo spaesamento ho voluto svolgere un’attività che potesse attivare un pensiero di riflessione a lungo termine.

Diventata una “lista dei desideri”, l’attività di scrivere una lettera sulle proprie passioni è stata svolta con la docente di sostegno nelle ore di supplenza. Oltre alla letterina scritta dagli studenti, ci sono stati momenti di riflessione su ciò che ci “muove”, ci "spinge” verso i nostri interessi e come questi comportino in termini di interdisciplinarietà e senso di cura verso sé stessi e gli altri.

Introdotta l’attività verso febbraio, ha previsto successivamente una letterina-feedback da parte mia in qualità di Educatrice (ma accompagnata della docente di sostegno), con il proponimento di dare una risposta che al meglio stimolasse gli studenti a voler approfondire ciò che avevano scritto, senza dare giudizio alcuno sui loro interessi, ma al contrario proponesse iniziative di ricerca e dubbi per testare se, effettivamente, quella passione è da portare con sé nel tempo e diventare, magari, un lavoro.

Come fase conclusiva, in modo facoltativo, avrebbero dovuto presentare 
a fine anno alla classe la propria passione attraverso una presentazione in slide, ricercata e prodotta utilizzando il loro Chromebook, dato in prestito dalla scuola.


La slide di presentazione di Naomi

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Approfondimento dal Blog:
Le mie presentazioni in slide

domenica 3 novembre 2024

Education Technology: progettare laboratori inclusivi con l’UDI e l’UDL

Nel post  “I moduli littleBits: artefatti per l’Universal Design” ho parlato del concetto di Universal Design (o Design for All in Europa), come progettazione di prodotti e ambienti il più possibile vicina ad un’accessibilità per tutti, senza barriere fisiche e di categoria.

In ambiente educativo l’UD si amplia, andando oltre il concetto di progettazione di un prodotto dedicato alle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC); parliamo di linee guida (o framework) utili al fine di progettare attività laboratoriali il più possibile accessibili ed inclusive. È dunque doveroso una riflessione e un’analisi sia sull’ambiente in cui questa attività è destinata, sia nel modo in cui viene percepita a livello cognitivo dai fruitori, che siano bambini, ragazzi o adulti.

  • Universal Design for Instruction (UDI)

  • Universal Design for Learning (UDL)



UNIVERSAL DESIGN FOR INSTRUCTION (UDI)
(L'ambiente di apprendimento)

Un quadro educativo per l'applicazione dei principi di progettazione universale agli ambienti di apprendimento con l'obiettivo di una maggiore accessibilità per tutti gli studenti.

Di seguito l’applicazione e l’adattamento dei concetti richiesti dall’UDI per ciascun principio dell’Universal Design, secondo la mia esperienza nell’ambito di attività laboratoriali dedicate all’Education Technology:

  • Equità: il percorso laboratoriale deve essere comune a tutti, che sia un’attività collaborativa, cooperativa o individuale nell’ambito del gruppo.
  • Flessibilità: reperire materiali (anche di recupero) facili ad essere manipolati o montati, ecc...
  • Semplicità: il device o kit didattico digitale scelto deve risultare di semplice uso, ma adeguato per la fascia di età.
  • Percettibilità: avere la possibilità di usare più canali comunicativi diversi (sonori, visivi,tattili).
  • Tolleranza all’errore: l’errore commesso durante l’attività deve essere una sfida, uno stimolo a migliorare, e perché no, anche creativo.
  • Contenimento dello sforzo fisico: se non espressamente richiesto, durante l’uso di materiali e device lo sforzo deve essere minimo, onde evitare una dispersione di attenzione, fino ad arrivare anche alla rinuncia dell’attività.
  • Misure e spazi sufficienti: avere a disposizione un'aula “variabile” nella disposizione dei banchi di lavoro.


UNIVERSAL DESIGN FOR LEARNING (UDL)
(L’allievo è parte attiva nel determinare i suoi apprendimenti)

Linee guida per progettare attività coinvolgenti ed interattive, offrono una serie di suggerimenti concreti che possono essere applicati a qualsiasi disciplina per garantire che tutti gli studenti possano accedere e partecipare a opportunità di apprendimento significative e stimolanti. 

Sono state delineate tre macro aree che corrispondono alle zone del cervello dedicate all’apprendimento:

  • Engagement (motivazione ed entusiasmo – il “perché” apprendiamo)
  • Rappresentation (rappresentazione – il “cosa” apprendiamo)
  • Action & Expression (agire ed espressione – il “come” apprendiamo)

Di seguito riporto lo schema in lingua originale in cui sono descritti obiettivi specifici per ogni area, per una progettazione veramente inclusiva:

Universal Design for Learning Guidelines 3.0
(pubblicazione 2024)

https://udlguidelines.cast.org

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Fonti:






sabato 29 giugno 2024

Le mie presentazioni in slide

Post aggiornato al 12 settembre 2025

“Le mie presentazioni in slide. Buone pratiche per una presentazione efficace” è stato il titolo di una lezione sul digitale che ho svolto in una classe prima di una scuola secondaria di primo grado di Genova.

La classe non presentava particolari problemi nell’uso dei comandi base del programma, ma solo nell’elaborazione del contenuto delle slide, che non sempre avevano una forma appropriata e consona al tema proposto, che risultavano solo confusionarie e dispersive, sia nella composizione delle informazioni sulla slide, che da esporre oralmente.

Dalla docente di italiano mi è stato chiesto, così, di far educare i ragazzi ad una corretta creazione di contenuti in digitale, per ottenere presentazioni efficaci e comprensibili all'uditore, ma anche di aiuto ai ragazzi stessi durante l’interrogazione.

Per un preconcetto, a volte si pensa che creare una presentazione in formato slide sia un’abilità considerata facilmente intuibile da acquisire; questa in realtà richiede la sinergia di diverse competenze, eccone alcune:
  • Selezionare le informazioni secondo il tema da presentare, che possono essere ricavate sia dal libro che dal web, in formato sia testuale sia d’immagini.
  • Creare una sintesi del contenuto, senza perdere il suo significato.
  • Disporre il testo in rapporto alle immagini, per risultare comprensibile anche a chi guarda la presentazione.
  • Utilizzare diversi linguaggi dei media in modo corretto (il linguaggio su chat e social media è diverso da quello di una presentazione formale).

Alcuni di questi obiettivi rientrano nel Quadro Europeo per le Competenze Digitali dei Cittadini, più noto come DigComp.

Copertina DigComp 2.2


Arrivata alla sua edizione 2.2, il Digital Competence Framework for Citizens è uno strumento utile nel mondo della scuola e della formazione, perché aiuta il docente e l'educatore a progettare lezioni a scopo di far apprendere allo studente le competenze chiave necessarie per essere un cittadino digitale a livello europeo.


A fine 2025 uscirà la nuova versione DigComp 3.0, in particolare ci sarà: 
  • Integrazione sistematica e trasversale dell'alfabetizzazione/competenza in materia di IA nel quadro, basandosi sul tema dell'IA di DigComp 2.2 e allineandosi ad altre iniziative pertinenti a livello UE.





Fonti