Ho introdotto il gioco degli scacchi a scuola durante la ricreazione grazie ad un bambino speciale, che mi ha dimostrato la sua voglia di imparare mentre giocava con una scacchiera incompleta...Bambine e bambini hanno incominciato a portare la propria scacchiera da casa, per imparare e fare imparare agli altri.
L'inclusione è portata proprio dalle loro caratteristiche peculiari.
(dal post del mio profilo professionale su Facebook del 10 marzo 2026)
Nella mia attività di Educatrice andare incontro ai bisogni dei bambini (anche quelli non detti) è la chiave per aprire nuovi “mondi”, nuove possibilità di relazione e inclusione, in cui ognuno interagisce con le proprie peculiarità.
Come da recente ricerca del progetto Erasmus+ ICARUS “gli scacchi possono avere un ruolo educativo fondamentale: insegnano a comprendere il valore di ogni pezzo, a rispettare le regole, a non affrettare le mosse, a rispettare le capacità dell’avversario”.
Gli scacchi permettono di attivare il sistema cognitivo come memoria e attenzione, la gestione delle emozioni tra entusiasmo e frustrazione, sviluppano competenze sociali e inclusive rispettando la turnazione, questo anche in presenza di difficoltà cognitiva leggera o moderata. Nel caso della vita scolastica il gioco degli scacchi entra anche nell’ambito famigliare per una relazione intergenerazionale, come se fosse un passaggio di consegna di tradizioni.
Cosa hanno in comune il Coding unplugged e gli Scacchi a scuola?
Sicuramente ciò che salta agli occhi è la griglia quadrata o scacchiera in cui si pianificano e si gestiscono le azioni con percorsi logici e sequenziali. Non mancano il pensiero critico di analisi della situazione e lo sviluppo del problem solving, che attuano scelte di anticipazione delle mosse e delle sue conseguenze. Ci sono regole stabilite e vincoli fisici su cui operare in modo cooperativo e inclusivo per prove ed errori.
Approfondimenti sul Blog
Dall'albo illustrato al linguaggio del coding
Erasmus+, Gli scacchi dietro le sbarre: una sfida che va oltre il gioco, https://www.erasmusplus.it/storie/educazione-degli-adulti/gli-scacchi-dietro-le-sbarre-una-sfida-che-va-oltre-il-gioco/
Come da recente ricerca del progetto Erasmus+ ICARUS “gli scacchi possono avere un ruolo educativo fondamentale: insegnano a comprendere il valore di ogni pezzo, a rispettare le regole, a non affrettare le mosse, a rispettare le capacità dell’avversario”.
Gli scacchi permettono di attivare il sistema cognitivo come memoria e attenzione, la gestione delle emozioni tra entusiasmo e frustrazione, sviluppano competenze sociali e inclusive rispettando la turnazione, questo anche in presenza di difficoltà cognitiva leggera o moderata. Nel caso della vita scolastica il gioco degli scacchi entra anche nell’ambito famigliare per una relazione intergenerazionale, come se fosse un passaggio di consegna di tradizioni.
Cosa hanno in comune il Coding unplugged e gli Scacchi a scuola?
Sicuramente ciò che salta agli occhi è la griglia quadrata o scacchiera in cui si pianificano e si gestiscono le azioni con percorsi logici e sequenziali. Non mancano il pensiero critico di analisi della situazione e lo sviluppo del problem solving, che attuano scelte di anticipazione delle mosse e delle sue conseguenze. Ci sono regole stabilite e vincoli fisici su cui operare in modo cooperativo e inclusivo per prove ed errori.
Approfondimenti sul Blog
Dall'albo illustrato al linguaggio del coding
Fonti:
Erasmus+, Gli scacchi dietro le sbarre: una sfida che va oltre il gioco, https://www.erasmusplus.it/storie/educazione-degli-adulti/gli-scacchi-dietro-le-sbarre-una-sfida-che-va-oltre-il-gioco/

