Per lo scrittore di fantascienza statunitense Isaac Asimov l’immaginario tecnologico è cominciato con qualche timore:
“È difficile pensare ai computer senza chiedersi se finiranno per - prendere il potere -
[…]
Se immaginiamo di mettere cervelli computerizzati all’interno di quelle imitazioni meccaniche degli esseri umani che chiamiamo robot, il timore è anche più immediato. I robot assomigliano talmente agli esseri umani che il loro stesso aspetto può dare loro l’idea di ribellarsi.
[…]
Nel 1939, perciò, cominciai a scrivere una serie di racconti in cui i robot venivano descritti con simpatia, come macchine progettate con grande cura per svolgere determinati compiti, e contenenti opportune misure di sicurezza per impedire loro di fare danni”
Per Rodari, invece, avviene attraverso racconti collettivi, collegati al contesto culturale dei bambini:
“Io suggerisco un oggetto su cui costruire questa storia. E ispirandomi ai giocattoli elettronici che avevo già visto nelle vetrine e che mi sembrava fossero la moda di quest’anno, quelli più avanzati, molto piccoli con i quali si fanno operazioni molto complesse, perché adesso ci sono anche microprocessori che permettono ai bambini di giocare con la tecnologia più sofisticata, ho inventato un telecomando che non serviva a spostare immagini sul video, ma a spostare il manovratore: io mi sintonizzo con canali spaziali, schiaccio un bottone e sono io a spostarmi nel tempo e nello spazio.
Se immaginiamo di mettere cervelli computerizzati all’interno di quelle imitazioni meccaniche degli esseri umani che chiamiamo robot, il timore è anche più immediato. I robot assomigliano talmente agli esseri umani che il loro stesso aspetto può dare loro l’idea di ribellarsi.
[…]
Nel 1939, perciò, cominciai a scrivere una serie di racconti in cui i robot venivano descritti con simpatia, come macchine progettate con grande cura per svolgere determinati compiti, e contenenti opportune misure di sicurezza per impedire loro di fare danni”
Dal libro Domani! di Isaac Asimov
Per Rodari, invece, avviene attraverso racconti collettivi, collegati al contesto culturale dei bambini:
“Io suggerisco un oggetto su cui costruire questa storia. E ispirandomi ai giocattoli elettronici che avevo già visto nelle vetrine e che mi sembrava fossero la moda di quest’anno, quelli più avanzati, molto piccoli con i quali si fanno operazioni molto complesse, perché adesso ci sono anche microprocessori che permettono ai bambini di giocare con la tecnologia più sofisticata, ho inventato un telecomando che non serviva a spostare immagini sul video, ma a spostare il manovratore: io mi sintonizzo con canali spaziali, schiaccio un bottone e sono io a spostarmi nel tempo e nello spazio.
[…]
Insomma avevo giocato con questi canali immaginando tutti i possibili usi."
Dal libro Esercizi di Fantasia di Gianni Rodari
(Conferenza di G. Rodari registrata il 23 gennaio 1980)
In un laboratorio digitale, ad esempio, un bambino si potrà narrare attraverso personaggi narrativi in uno spazio dinamico e teatrale in forma di bit.
In contesti in cui un “robot” è costruito attraverso la manipolazione di materiali artificiali, compariranno personaggi di ogni sorta, fantastici, leggendari, fiabeschi, in un gioco di narrazione con modalità comunicative diverse, fino ad arrivare ad un personaggio-marionetta a funzione di drammatizzazione. Il manufatto diventa, così, atto creativo, una rappresentazione simbolica e di interpretazione, che ha parlato al cuore attraverso il linguaggio delle emozioni.
ScratchJr: un piccolo spazio teatrale digitale
L’albo degli animali STEAM
Prendersi cura di un robot
Forme di Robot
Approfondimenti dal blog:
Tecnologia & estetica: l'imperfezione armonica ScratchJr: un piccolo spazio teatrale digitale
L’albo degli animali STEAM
Prendersi cura di un robot
Forme di Robot
FONTI:
- Asimov I., Domani! 71 sguardi su un futuro migliore. Oscar Mondadori, Milano 1994.
- Goleman D., Intelligenza Emotiva, Best Bur. Trento 2011.
- Rodari G., Esercizi di Fantasia. Einaudi, Torino 2016.
- Spinetta R., L’albo degli animali STEAM: un laboratorio di creatività nell’ambito dell’elettronica educativa, Project Work per il corso intensivo annuale di formazione per la qualificazione di educatore professionale socio-pedagogico, Disfor – Dipartimento di Scienze della Formazione, a.a. 2018/2019.
